mercoledì 7 dicembre 2011

Frullato di frutta mista con germogli di alfa-alfa

Avete presente quelle pubblicità di prodotti per la prima colazione, in cui tutta la famigliola si ritrova attorno al tavolo di cucina, piena di allegria e vitalità, pronta ad affrontare la giornata nel pieno delle forze? Sicuramente sì… solo che in questo caso è vero! Provare per credere…
Tutto è cominciato questa mattina a colazione, tirando fuori il frullatore con l’idea di mixare un po’ di frutta… solo che quando gli alfa-germogli l’hanno visto, hanno iniziato ad agitarsi e, saltando tutti insieme nella loro vaschetta, l’hanno fatta balzellare fino al frullatore, e da lì mi guardavano.
Così, ho capito che non c’era niente di meglio che iniziare la giornata aggiungendo un po’ di germogli al frullato :-)
Per il frullato:
1 banana
½ kaki
½ mela
2 datteri
Una manciata di germogli di alfa alfa (nel mio caso, li ho aggiunti alla fine senza frullarli)
Non avendo aggiunto latte, il frullato rimane cremoso e può essere mangiato col cucchiaio.

Per lo sfizio, potete aggiungere a scelta:
un dolcificante (miele o malto)
del cacao
della cannella
del cocco in scaglie



A voi la libertà di interpretare il frullato secondo la frutta disponibile e le preferenze: Kanpai!

lunedì 5 dicembre 2011

Pasta al sugo di zucca e germogli e taugè

Di recente ho imparato una parola nuova, allora colgo l’occasione per utilizzarla visto che fa proprio al caso mio: “Taugè” è uno dei nomi con cui vengono chiamati i fagioli mungo, quelli verdi per intenderci, dall’utilizzo particolarmente versatile in cucina, i "Tuttofare" del listino Germoglio Kanpai!.
Avendo giù notato la facilità con cui si abbinano ai piatti di pasta, ho voluto provarli questa sera con una salsa alla zucca, di facile preparazione.
Taglio un bel pezzo di zucca a dadini e la cuocio in padella a fuoco basso, col coperchio, in modo che venga in parte fritta ed in parte “stufata” dal vapore che si è creato; nel mio caso, la zucca era un po’ acquosa, altrimenti potrebbe essere necessario aggiungere un filo di brodo vegetale. Come variante, si potrebbe anche aggiungere qualche cucchiaio di passata di pomodoro.
Il tutto è insaporito da uno spicchio d’aglio, qualche foglia di salvia, un filo di peperoncino. La zucca è pronta quando si riesce a spappolarla bene col cucchiaio, in modo da formare una bella crema.
Nel frattempo, ho fatto bollire gli spaghetti integrali che, scolati al dente, ho versato e fatto amalgamare per qualche istante con la zucca; a questo punto, ho spento il fuoco e aggiunto una bella manciata di germogli “taugè” che, senza cuocersi, si sono ammorbiditi col calore della pasta stessa mentre mescolavo.
Aggiustato di sale e pepe, i germogli mi ammiccavano dalla padella… questa sera non ho fatto prigionieri, temo che non sia avanzato niente per domani… Kanpai!


Antipasto di bruschette con germogli

Se questa ricetta venisse pubblicizzata su una rivista di cucina, direbbe probabilmente: perché scegliere tra semplicità e sapore, quando si possono avere entrambi…? Dopo averla sperimentata, non vedevo l’ora di condividerla con gli affezionati lettori del blog!
Questa serata è stata interamente dedicata alla cucina, e cosa chiedere di più se non uno stock completo di germogli a disposizione? Cosa potrebbe stuzzicare maggiormente la fantasia di un cuoco amatoriale ma… molto creativo?!
Germogli di lenticchia, alfa-alfa, ravanello, senape, fagiolo mungo… era tutto presenti all’appello!
Ecco allora l’idea di preparare un antipasto semplice e sfizioso, un mix di colori e sapori, ma anche un sano ed equilibrato concentrato di sostanze nutritive, che potrebbe anche costituire un pasto a sé stante: carboidrati, proteine, vitamine, sali minerali… vi darò avanti più dettagli su questi aspetti.
Il duo di bruschetta per questa cena è costituito da una bruschetta ai pomodorini e germogli di ravanello, ed una con hummus di lenticchie germogliate…
Per entrambe va bene un qualunque pane casereccio, ma nel mio caso ho utilizzato del pane di segale e kamut, visto che mi piace variare i cereali che utilizzo in cucina.

Bruschetta ai pomodorini e germogli di ravanello

Cominciamo dalla più semplice: tosto una fetta di pane, la copro con un pomodorino tagliato a pezzettini, cospargo con un’abbondante manciata di germogli di ravanello dal gusto piccante, e condisco con olio extravergine d’oliva… detto fatto!

Bruschetta con hummus di lenticchie germogliate

In questo caso, si tratta dell’equivalente dell’hummus di ceci, preparato invece coi germogli di lenticchie: metto nel contenitore del mixer circa 50g di germogli, mezzo spicchio d’aglio e un cucchiaio di tahin (salsa di sesamo), poi aggiungo mezzo limone spremuto e olio d’oliva, e frullo il tutto ottenendo un composto cremoso. E’ molto semplice, occorre giusto saper equilibrare i vari sapori! Consiglio di aggiungere olio e limone gradualmente, fino ad ottenere la giusta “miscela”. La crema va direttamente spalmata sulla bruschetta.

Ecco che l’antipasto è servito, vi sta già venendo l’acquolina in bocca immagino.. :-)
Kanpai!


 
Di seguito, volevo condividere alcuni dati nutrizionali interessanti sui germogli utilizzati.
Innanzitutto le lenticchie: si sente molto parlare dell’importanza di includere una parte di “crudo” nell’alimentazione quotidiana; ecco alcuni valori a confronto tra germogli di lenticchie e lenticchie bollite, si può vedere come nel primo caso il contenuto di vitamine sia decisamente superiore:

Germogli di lenticchie, crudi, 100g:
Proteine: 9g
Ferro: 3,2 mg (23% RDA)
Vitamina C: 16,5 mg (28% RDA)
Vitamina B1: 0,2 mg (15% RDA)
Folacina (vitamina B9): 100 µg (50% RDA)
Riboflavina (vitamina B2): 0,1 mg (8% RDA)
Niacina (vitamina B3 o PP): 1,1 mg (7% RDA)

Lenticchie bollite, senza aggiunta di sale, 100g:
Proteine: 6,9g
Ferro: 3,0 mg
Vitamina C: 0 mg
Vitamina B1: 0,12 mg
Folacina (vitamina B9): 18,5 µg
Riboflavina (vitamina B2): 0,05 mg
Niacina (vitamina B3 o PP): 0,6 mg

 I germogli di ravanello sono molto ricchi di sali e vitamine:
Germogli di ravanello, crudi, 100g:
Ferro: 0,9 mg (5% RDA)
Magnesio: 44 mg (11% RDA)
Fosforo: 113 mg (11% RDA)
Manganese: 0,3 mg (13% RDA)
Calcio: 51 mg (5% RDA)
Vitamina C:  29 mg (48% RDA)
Vitamina B1:  0,1 mg (7% RDA)
Folacina (vitamina B9): 95 µg (24% RDA)
Riboflavina (vitamina B2): 0,1 mg (6% RDA)
Niacina (vitamina B3 o PP): 2,9 mg (14% RDA)
Vitamina B6: 0,3 mg (14% RDA)

giovedì 17 novembre 2011

Riso orientale alle verdure e germogli di senape

La cucina orientale non è certo la mia specialità, ma sperimentare l’utilizzo di spezie in cucina mi stuzzica molto in questi ultimi tempi, visto che di recente mi è stato regalato un sacchettino di cumino, e ho sentito parlare di curcuma in svariate occasioni.
Mi concedano i miei cari lettori la “licenza poetica” di chiamare questa ricetta "riso orientale", anche se magari di orientale non ha molto… si è comunque rivelato un piatto molto saporito, tanto che non vedo l’ora di rifarlo!
Ho innanzitutto preparato del riso integrale (sciacquato, messo in una pentola e coperto abbondantemente d’acqua, e fatto bollire per 45 minuti la sera in preparazione per il giorno dopo). Poi ho cotto al vapore della zucca e dei broccoli tagliati a pezzetti (bastano 5-10 minuti, a seconda che si voglia tenerli “al dente” o farli “spappolare” un po’). Nel frattempo ho fatto scaldare dell’olio d’oliva in una padella, aggiungendo uno spicchio d’aglio, del peperoncino, alcuni semi di cumino schiacciati, e un cucchiaio di curcuma miscelato all’acqua di cottura delle verdure; quando l’olio stava per friggere, ho aggiunto il riso e le verdure e mescolato il tutto, poi ho spento il fuoco e lasciato lì qualche minuto col coperchio.
A questo punto, è tutto pronto per essere servito nel piatto e guarnito con una manciata di germogli di senape; il segreto della ricetta…? Il giusto equilibrio dei vari sapori: kanpai!



Per semplificare…
Se non si è pratici di cottura al vapore (io la effettuo in una pentola normale aggiungendovi l’apposito cestello), o per semplificare le operazioni, le verdure possono essere preparate direttamente nella padella con l’olio e le spezie, avendo comunque la cura di aggiungere un filo d’acqua (o di brodo idealmente)
Per gli avanzi…
Se viene preparato abbondante, questo riso può anche essere messo da parte e riscaldato in un secondo momento in padella a fuoco vivo: diventa così un “riso fritto” un pò croccante e molto saporito.

Insalata semplice di alfa-alfa, capperi e sesamo

Se ci fosse un concorso per la ricetta più veloce, semplice e gustosa, sicuramente mi presenterei con questa proposta; l’idea mi è venuta qualche tempo fa, in una di quelle serate in cui si torna a casa, non si ha molta voglia di cucinare, il frigo è mezzo vuoto, ci si sente soli e si avrebbe solo voglia di una fetta di pane e nutella… :-O)
Beh, in realtà non ci si sente certo soli quando si vive nel fantastico mondo dei germogli! E nemmeno viene voglia di pane e nutella… i germogli sono un pieno di proprietà nutritive, vitamine, sali minerali, enzimi, proteine, ma non solo: sono un cibo vivo, carico di energia, e trasmettono questa vibrazione positiva anche al solo contatto visivo! Provare per credere…
La ricetta in questione è una semplice insalata con tre ingredienti:
germogli di alfa-alfa (una tazza)
sesamo tostato (un cucchiaino)
capperi (una manciata)
il tutto condito con un filo d’olio d’oliva (ma si possono utilizzare anche altri oli da condimento, o l’aceto balsamico)

I germogli di alfa-alfa sono leggeri e facilmente digeribili, di fatto se ne possono mangiare a volontà (l’altro giorno ho pranzato con un pacchetto intero di germogli e qualche galletta di mais).
Come variante di questa ricetta, la si può guarnire ulteriormente con della lattuga o del cavolo bianco tagliati a striscioline sottili… ai cari lettori la fantasia e libertà di provare: kanpai!


ps
Per chi non fosse pratico... il sesamo si può acquistare nei negozi di alimentazione biologica, e va tostato mettendolo in padella (senza nient'altro) a fuoco basso per qualche minuto, girandolo di tanto in tanto; è pronto quando, prendendolo fra le dita, tende a sbriciolarsi.
Il sesamo è un seme oleaginoso e molto saporito, ricchissimo di ferro, calcio ed altri sali.

domenica 9 ottobre 2011

Crema di zucca ai germogli di soia

Cari lettori,
come forse sapete nel listino della Kanpai! compaiono i germogli di fagiolo mungo (detti anche soia verde), che ho soprannominato “Tuttofare” per la loro grandissima versatilità in cucina e per la varietà e ricchezza di contenuti nutritivi (proteine, vitamine, sali minerali).
In questa occasione ho voluto sperimentarli nella minestra, una semplicissima crema di zucca preparata in quattro e quattro otto.
Innanzitutto, ho tagliato a pezzi la zucca e le patate sbucciate, in proporzione di circa 2/3 e 1/3; poi ho messo il tutto in una pentola e coperto d’acqua (che arriva a filo con le verdure, non oltre), insieme ad un dado vegetale e ad un rametto di rosmarino. Sul fuoco basso, ho fatto bollire la minestra per circa 15 minuti, andando poi a schiacciare le verdure col mestolo (si può anche usare il passaverdure o il frullatore ad immersione), e regolando di sale e pepe: ho ottenuto così un composto abbastanza cremoso, e molto saporito!
Versatolo nella ciotola, ho aggiunto una bella manciata di germogli e del sesamo tostato; mescolando il tutto, i germogli di mungo si ammorbidiscono col calore e risultano più digeribili, senza però cuocersi.
E’ venuto così un piatto sano, gustoso e nutriente, adatto a queste giornate di inizio autunno (soprattutto col freddo improvviso che ci ha portato questa tramontana...).
Kanpai!

venerdì 30 settembre 2011

Farro al sugo di peperoni e zucca, con germogli di alfa alfa

Cari lettori,
dovete sapere che sono un grande appassionato di zucca, e quando arriva la stagione me la cucino in tutte le salse: fritta con rosmarino e peperoncino, panata al forno, nel risotto, nella minestra con un filo di cannella...
Passando al mercato l’altro giorno, ho adocchiato una bellissima zucca, della quale non so però dirvi la varietà: di medie dimensioni, dal colore verde scuro con qualche traccia di giallo e, all’interno, una polpa arancione come una carota. Succulenta all’aspetto... non ha tradito le attese neanche all’assaggio!  
In questo caso ho deciso di utilizzarla per preparare un sugo, non per una pasta, ma per il farro, tenuto a mollo una mezz’oretta e cotto in acqua salata per una quindicina di minuti. Il farro è uno stretto parente del grano (un suo progenitore si dice), con caratteristiche nutritive simili; è una pianta molto resistente, la sua coltivazione non richiede nè fertilizzanti nè pesticidi, e può essere effettuata su terreni non adatti ad altre colture; è molto saporito e, dopo averlo scoperto, ne son diventato rapidamente un estimatore!
Per la preparazione della salsa, ho optato per il binomio zucca e peperoni, guarniti da svariati odori... è andata più o meno così: ho preparato un soffritto di cipolla, “stufata” nell’olio d’oliva a fuoco molto basso e col coperchio finchè non è diventata lucida all’aspetto; ho aggiunto contemporaneamente i peperoni tagliati a listarelle sottili e la zucca a pezzetti piccoli, e ho lasciato cuocere il tutto per una decina di minuti, fino al punto in cui i peperoni si erano ben ammorbiditi e la zucca poteva essere schiacciata con la forchetta. Dopo avere accorpato un buon cucchiaio di prezzemolo tritato, ho aggiunto il farro scolato e spolverato con una macinata abbondante di pepe.
Tutto pronto, ho servito nel piatto e guarnito coi germogli di alfa-alfa: questa volta credo di esser riuscito a scattare una foto perlomeno decente, spero possa comunicare anche a voi tutta l’allegria che mi ha messo questa ricetta!
Ho contemplato lo spettacolo per qualche istante, per poi lasciare che fosse il palato a deliziarsi: kanpai!


lunedì 12 settembre 2011

Pasta alla diavola (broccoli, zenzero, peperoncino e germogli di ravanello)


Cari affezionati lettori, eccoci qui ritrovati dopo una lunga pausa estiva: ebbene sì, quando i primi caldi si son fatti sentire, anche i germogli sono andati in vacanza, o forse dovrei dire... in “letargo estivo”, visto che per un buon mese e mezzo son rimasti al fresco a dormire, chi in frigorifero e chi in cantina.
Questa settimana, con temperature più miti, ho deciso di organizzare un pasto spumeggiante per festeggiare il rientro dei germogli, con tutto il sapore pungente dei germogli di ravanello, accompagnato dai primi broccoli di stagione, e “infuocato” ancor di più da zenzero e peperoncino: per gli amanti del piccante, questa ricetta è assolutamente da provare! E anche di facile realizzazione...
Spunto le cime dei broccoli e le risciaquo, e le butto nell’acqua in ebollizione insieme alla pasta; in parallelo, riscaldo dell’olio d’oliva in una padella e lo lascio insaporire con un pizzico di peperoncino ed un bel pezzo di zenzero tagliato fine fine.
Scolo pasta e broccoli un pò al dente, tenendo da parte un filo d’acqua e verso il tutto nella padella, facendo terminare la cottura ed insaporire per un altro minuto: ecco fatto, servo nel piatto e cospargo di germogli di ravanello.
Per allietare un rientro dalle vacanze non credo potessi desiderare di meglio... kanpai!



ps
Si conceda il lettore tutta la libertà di scegliere a piacere le proporzioni di peperoncino, zenzero e ravanello; personalmente, ho cercato di ottenere una “miscela” nella quale i loro sapori fossero molto equilibrati.

sabato 16 luglio 2011

Farinata di ceci con zucchine e germogli di cavolo rosso

Questa ricetta comporta un minimo di preparazione e lavoro, ma neanche troppo, ed é adatta a tutte le stagioni. Pur non avendola ancora provata con altre verdure, la vedo bene anche con dei carciofi o della zucca al posto delle zucchine... vedremo il prossimo autunno!
In primo luogo, la farinata: é un piatto tipico della Liguria, e non solo,  a base di farina di ceci, ottenuta stemperando gradualmente quest’ultima in acqua e cuocendo la pastella ottenuta in forno. Da una ricerca “bibliografica”, ho scoperto che si riportanto numerose ricette, leggermente diverse tra loro: chi la fa molto bassa e chi più alta, chi aggiunge molto olio e chi meno, chi la arricchisce con rosmarino o cipolle e via dicendo.
Nel mio caso la procedura è stata la seguente: ho versato 250g di farina in una capiente ciotola, riducendo in pezzetti i grumi con una forchetta (idealmente la farina andrebbe setacciata); ho addizionato a poco a poco circa mezzo litro d’acqua, fino ad ottenere una pastella liquida che ho lasciato riposare, coperta da un canovaccio, per tutta la notte. Oggi, prima della cottura, ho aggiunto sale e pepe, olio extra vergine d’oliva abbondante (3 cucchiai), e mischiato il tutto; ho poi versato il composto in una teglia unta con un velo d’olio, e infornato a 180° per circa venti minuti. La teglia andrebbe girata dopo poco tempo, nel caso in cui il forno non sia esattamente in piano, per evitare che una parte venga più spessa e un’altra, più sottile, si bruci; nel mio caso non é stato necessario, curiosamente il piano del forno sembra veramente... piano!
Infornata la teglia, mi son messo all’opera con due zucchine di medie dimensioni, che ho tagliato a fette sottili e cotto per qualche minuto al vapore. Ho poi fatto dorare brevemente, in olio d’oliva, uno spicchio d’aglio con della salvia, al quale si sono unite le zucchine per una breve “ripassata”.
Con il giusto coordinamento, ho tolto la farinata dal forno per farla raffreddare qualche minuto, mentre le zucchine terminavano la cottura; disposto il tutto artisticamente sul piatto di portata, ho guarnito la preparazione coi germogli di cavolo rosso, che bello a vedersi... pancia mia fatti capanna: Kanpai!
ps
I germogli di cavolo sono estremamente salutari, con un alto contenuto di vitamine A e C, sali minerali tra i quali lo zolfo ed enzimi vari; per via di queste sostanze, sono ritenuti tra i principali difensori dell'organismo contro lo sviluppo di cellule tumorali.
pps
I 250 g di farinata sono sufficienti come secondo piatto per 5 o 6 persone in media (un pò meno se gli ospiti sono famelici...).
 In alternativa, la pastella può essere fritta in padella anziché cotta al forno: sono le “panelle” tipiche siciliane.

domenica 10 luglio 2011

Cacio e pepe ai germogli di ravanello

Ho preparato questo piatto qualche tempo fa, quando la temperatura era ancora mite... forse con trenta gradi all’ombra non mi sarebbe venuta in mente, ma magari qualcuno avrà comunque voglia di provarla.
Da quando adopero i germogli in cucina, sono sempre inspirato dall’idea di adattare dei “grandi classici” della cucina italiana al loro utilizzo, e cerco sempre di individuare le migliori combinazioni. In questo caso, si tratta di un piatto tipicamente romano: gli spaghetti cacio e pepe. Si tratta di una ricetta semplice, da eseguire però con qualche accortezza... saprà un milanese esserne all’altezza? E quali germogli andranno a guarnire il piatto a cottura ultimata? Beh, se avete fatto attenzione al titolo, lo saprete già...
Per una porzione, grattuggio 40-50g di pecorino romano e peso 100g di spaghetti (in realtà erano 150g, scusate l’appetito :-O), mentre l’acqua va in ebollizione. Buttata la pasta, scaldo dell’olio in una padella e vi macino sopra del pepe, abbondante (ma deve essere veramente abbondante!), e aggiungo il pecorino che mescolo lentamente per far formare una sorta di cremina; il fuoco va tenuto molto basso, l’olio non deve friggere.
Poi scolo la pasta molto al dente (uno o due minuti prima di fine cottura), avendo cura di  mettere dell’acqua da parte (circa un mestolo): quest’acqua va versata nella padella coll’olio e amalgamata rapidamente con la crema che si é formata, seguita subito dopo dagli spaghetti. A questo punto, posso alzare la fiamma e proseguire fino a cottura completa, al qual punto l’acqua si dovrebbe essere totalmente riassorbita.


Ho predisposto per questa occasione un bel piatto capiente, dai bordi rialzati; vi verso gli spaghetti e guarnisco “artisticamente” coi germogli di ravanello... tempo pochi istanti e la forchetta é già al lavoro, il risultato mi lascia molto soddisfatto, credo che questa ricetta avrà il suo bis... kanpai!


domenica 5 giugno 2011

Il germoglio suona sempre due volte... (ovvero: pizza fiori di zucca e germogli di cavolo)

Visto che ieri avevo così tanto gradito la pizza ai germogli, oggi ho deciso di fare il bis, con una diversa “interpretazione” del tema questa volta...
Approffittando della piena maturazione dei germogli di cavolo, e avendo trovato al mercato dei fiori di zucca freschi e “naturali”, ho voluto testarli insieme ad una scamorza fresca: infatti i germogli di cavolo accompagnano molto bene il formaggio; inoltre, questo abbinamento mi sembrava una buona alternativa alla classica pizza coi fiori di zucca e alici (ideale quindi per chi vuole evitare il pesce).
Procedura iniziale: riscaldare il forno a 200°, stendere la base della pizza su teglia e carta da forno.
Successivamente: tagliare la scamorza a dadini, e distribuirli uniformemente sulla pizza; aggiungere un filo d’olio d’oliva; lavare bene i fiori di zucca, eliminare le parti non edibili (i pistilli interni), coprire la pizza e infornare per dieci-quindici minuti.
Tutto questo vi potrà sembrare un processo meccanico e calcolato, ma basterà tirar fuori dal forno la pizza e... il vostro cuore si scioglierà al vedere e odorare il formaggio filante, e i rigogliosi fiori di zucca!
La pizza é pronta per essere trasferita sul piatto di portata, e irrorata da una pioggia di germogli di cavolo, dalla simpatica livrea bianco-viola... sarebbero anche una perfetta mascotte per una squadra di calcio!
Al momento mi limito ad utilizzarli come guarnitura per questa pizza appetitosa, è tutto pronto per la prima forchettata... kanpai!


sabato 4 giugno 2011

Pizza ai tre germogli

Ebbeni sì, lo ammetto... volevo fare l’eco alla pizza ai quattro formaggi, ma quando sono andato a vedere in frigo, ho trovato solo tre varietà di germogli; vuol dire che mi organizzerò meglio per la prossima volta!
Il risultato però, é stato più che soddisasfacente, tanto che mi sento di consigliare caldamente questa ricetta a tutti gli amanti dei germogli, nonché a tutti i fan della pizza! Anche perché la preparazione é delle più semplici, avendo preso una base pronta per pizza, semplicemente da stendere su teglia e carta da forno.
Per il sugo, ho fatto soffriggere a fuoco lento un poco poco di cipolla, poi ho versato la passata di pomodoro che ho lasciato restringere per una decina di minuti, regolando alla fine di sale, pepe e origano. Ho aggiunto il sugo sulla pasta della pizza e infornato a 200°... già fatto? Quasi!
Dopo un quarto d’ora ho tirato fuori la pizza, l’ho servita sul piatto, e cosparso il tutto coi germogli: alfa-alfa, fieno greco e lenticchie rosa. Per un bel pranzo di questo sabato estivo, il cielo azzurro, il caldo, un filo di brezza, cosa volere di più?
Accompagnata da un bel bicchiere d'acqua... :-O)
Kanpai!

Gustata la pizza, ecco qualche commento aggiuntivo: é un piatto molto nutriente ed equilibrato, con carboidrati, proteine (presenti in tutti e tre i tipi di germogli), vitamine e sali minerali. Inoltre, preparato senza formaggio, si digerisce molto rapidamente e non appesantisce lo stomaco.
Qualcuno vorrà forse sapere di più sulle lenticchie rosa: le utilizzo a volte come alternativa alle “classiche” lenticchie marroni. Sono una varietà dal gusto molto delicato, leggermente dolce; germogliano rapidamente e sono molto tenere. Non fanno parte al momento del listino dei germogli Kanpai, e non son sicuro se verranno mai introdotte... purtroppo! Sono molto fragili, si rompono facilmente (tendendo così a marcire) e hanno un tempo di conservazione limitato.
Per chi volesse comunque provare una pizza ai germogli, alfa-alfa e fieno greco vanno benissimo anche da soli, oppure si può sostituire le lenticchie coi germogli di fagiolo mungo.

giovedì 2 giugno 2011

Riso alla zucca con germogli di fieno greco

La zucca butternut, per chi non la conoscesse, é quella a forma di pera, con la buccia liscia, un sapore molto delicato. Ne ho trovata una cassetta in un negozio di prodotti biologici, proprio qualche giorno fa, e quasi d’istinto le mie mani si sono allungate ad afferrarne una: la zucca é una mia grande passione infatti!
Mi piace molto cucinarla per un risotto, una zuppa, al forno... tuttavia a molte persone il gusto dolce di questo ortaggio, che di fatto é un frutto, non é molto gradito. E così mi adopero sempre per stemperarne il sapore in qualche modo, abbinandolo ad altri ingredienti: per quest’oggi, i germogli di fieno greco, leggermente amari.
Di ritorno da una lunga passeggiata, di buon appetito e buon umore, ho messo a bollire del riso bianco. Per il condimento, in alternativa al solito soffritto, ho tagliato  mezza cipolla a fettine sottili, poi la zucca (a dadini), e le ho cotte insieme al vapore per una decina di minuti. Ho invece fatto friggere a parte del tofu, tagliato a listarelle passate in padella qualche minuto per ogni lato (in abbondante olio extravergine d’oliva).
Svolgendo tutte le operazioni con la giusta coordinazione... mi sono ritrovato a scolare il riso quando zucca e tofu erano pronti: ho mischiato insieme riso e zucca in una ciotolona, poi formato uno strato con il tofu, irrorato il tutto con l’olio di cottura, ed infine aggiunto i germogli di fieno greco, pronti a partecipare a questa festa di colori e sapori.
Un filo di pepe come tocco finale, sarà la fame ma... il risultato mi é sembrato degno di essere narrato: kanpai!
E perdonatemi la foto non proprio professionale... :-)


L’aggiunta del tofu era più che altro finalizzata ad integrare le proteine del riso con quelle della soia, in maniera tale da fornire al corpo tutti gli aminoacidi essenziali. Tuttavia, i germogli di fieno greco hanno di per sè un contenuto proteico molto alto: ben 23 grammi su 100. Contengono inoltre molti sali minerali quali magnesio, fosforo, ferro, calcio e potassio.
Avendo trovato delle tabelle nutritive dettagliate, le condivido volentieri con tutti i lettori (fonte US Department of agriculture, valori per 100g di germogli):
Magnesio: 191 mg
Calcio: 176 mg
Fosforo: 296 mg
Potassio: 770 mg
Ferro: 33.53 mg

mercoledì 25 maggio 2011

Panino al pecorino e germogli di ravanello

Di recente ho avuto l’idea di sperimentare i possibili usi dei germogli col pane, in particolare come “farcitura” di panini per il pranzo, o per una merenda di metà mattinata. Spero che questa sia la prima di una serie di ricette di successo!

L’idea dei germogli di ravanello col pecorino mi é forse venuta al vedere le fave nei mercati: chissà se un giorno questo abbinamento diventerà altrettanto celebre di fave e pecorino...
Come pane ho scelto un panino integrale, come formaggio un pecorino toscano semi-stagionato, tagliato a fette sottili; sopra il pecorino ho aggiunto una rigogliosa foresta di germogli: che spettacolo!
Mangiarlo davanti al computer mi sembrava un pò riduttivo, allora ne ho approfittato per aggiungere un altro spettacolo alla mia vista: il Colosseo! Un bel panino al colle Oppio, davanti al foro romano, non posso certo lamentarmi quest'oggi: kanpai!

ps Magari un giorno chiederò una licenza come venditore ambulante di panini, chiamerò questo proprio: “Colosseo”. Chissà se a mezzogiorno ci sarà la fila per prenderne uno???
:-O)

martedì 24 maggio 2011

Il germoglio colpisce ancora... (bruschetta con paté di olive e germogli di lenticchie)

Ci sono quei giorni in cui ci si sente ispirati, e sboccia un’idea per la quale non si hanno dubbi, e si fa quel che si deve fare; così, all’una di oggi, sono uscito nonostante il caldo afoso in cerca di olive. Perché proprio le olive?
Tenevo in frigo da parecchi giorni una busta di germogli di lenticchie; sono fra i germogli che si conservano meglio, oltre a germogliare senza bisogno di troppe attenzioni, insomma proprio dei bravi ragazzi, del tipo a cui daresti volentieri in affitto un appartamento perché sai che lo terranno bene.
Aprendo e chiudendo il frigo ogni giorno, il mio subconscio deve avere cominciato a rimuginare sul cosa farci con queste lenticchie. Questa mattina, ha portato a termine il suo compito con una semplice ricetta che consiglio caldamente: il paté di olive e germogli di lenticchie, con un pizzico di sesamo!
Rientrato a casa con una busta di olive nere snocciolate, di quelle buone già dall’aspetto, ne ho preso una manciata, bene sgocciolate, e le ho passate nel mixer con un’uguale manciata di germogli di lenticchie ed un cucchiaio di sesamo. Tutto qui! Semplice, no? Tocco finale, ho giusto aggiunto un filo d’olio d’oliva per avere una consistenza più cremosa.
Tostate due fette di pane integrale, ho spalmato il paté, aggiunto un’oliva su ciascuna a mo’ di decorazione, servito nel piatto: un antipasto davvero sfizioso... il germoglio colpisce ancora: kanpai!

ps
Commenti aggiuntivi: si può variare la proporzione di olive e lenticchie, a seconda di quale sapore si prediliga; il paté é adattissimo anche per condire la pasta, magari insieme ad una dadolata di pomodoro fresco, ne parlerò in dettaglio un’altra volta!

domenica 22 maggio 2011

Superdelizia deliziosa (ovvero: spaghetti al pesto vegetale con germogli di aglio e alfa-alfa)

Questa volta vorrei cominciare subito da una foto; certo non é professionale, così come non lo é la mia maniera di cucinare, ma proprio per questo mi piace condividere i miei esperimenti culinari: penso che, come me, chiunque voglia applicarsi ai fornelli possa ottenere ottimi risultati, e cucinare un pasto sano, semplice, saporito e nutriente. Forse questa ricetta sarà di ispirazione per qualcuno...

Da quando ho dovuto rinunciare ai formaggi, per via di un’intolleranza, non ho potuto più gustare il pesto, uno dei miei condimenti preferiti per la pasta. L’altro giorno, però, mi hanno regalato un cospicuo mazzetto di basilico che non poteva non tentarmi e... stuzzicare la mia fantasia! Così l’ho messo in fresco nel frigo, mentre la mia testa ribolliva e rimuginava.
Circostanza ha voluto inoltre che, per via di un esperimento di scienza germogliosa (ne avete mai sentito parlare :-O) ), era venuta a “maturazione” una ciotola di germogli d’aglio! Sembrava proprio che tutti gli astri fossero favorevoli alla preparazione di un pesto al basilico, forse non precisamente secondo i canoni genovesi...
Ieri ho messo a mollo dei ceci (circa 50g), scelti come sostituto del pecorino, che ho fatto bollire questa mattina; li ho passati successivamante nel mixer insieme ad una manciata di pinoli, abbondanti foglie di basilico lavate ed asciugate, olio fino ad ottenere una consistenza cremosa.
Ho messo a cuocere gli spaghetti, mettendo da parte un poco dell’acqua di cottura prima di scolarli, e... ero un pò in fibrillazione, il mio sesto senso (quello dello stomaco per intenderci) aveva già capito che l’esperimento era andato a buon fine! Ho mischiato gli spaghetti al pesto, utilizzando l’acqua di cottura per amalgamare bene il tutto, servito nel piatto.
Tocco finale, cospargo di germogli d’aglio (pochi) e di alfa-alfa (abbondanti).
Sarà che oggi é il mio compleanno, e irradio buon umore, ma questo piatto é veramente delizioso. I germogli di alfa alfa accompagnano benissimo la pasta, così come quelli di aglio dal sapore vivo ma delicato... kanpai!

sabato 21 maggio 2011

Evviva l'Italia! (ovvero: macedonia di frutta tricolore con germogli di alfa-alfa)

Questa mattina, svegliatomi di buon umore, ho deciso di prepararmi della frutta da arricchire con i germogli, una sana colazione per cominciare bene questo sabato. Dovrò essere in forma, visto che stasera ricevo ospiti per festeggiare il mio compleanno!
Ho anche approfittato di questo periodo, così ricco in termini di "varietà ortofrutticola",per celebrare il 150° anniversario dell'unità del nostro paese: una macedonia di frutta tricolore... evviva l'Italia!
Molto semplice: taglio a pezzettini due grossi kiwi (il verde), una mela golden (il bianco), delle fragole (il rosso), e guarnisco con una manciata di mandorle germogliate e di germogli di alfa-alfa (altro bianco...). Il gioco é fatto!
Che piacere per la vista, questa bellissima composizione della natura mi nutre ancor prima di assaggiarla: non può mancare una foto questa volta ... kanpai!
ps
Forse qualcuno ha sentito parlare per la prima volta di mandorle germogliate: é semplicissimo, basta sgusciarle e lasciarle a mollo una notte, o al più 24 ore. Dopo averle scolate, si toglie anche la pellicina: si può intravedere il germoglio che comincia a spuntare (anche nella foto).
La germinazione attiva una serie di processi grazie ai quali il contenuto nutritivo aumenta, e determinate sostanze vengono pre-digerite, facilitando così il successivo lavoro dello stomaco. Purtroppo non ho delle tabelle nutrizionali da condividere, provare per credere!

mercoledì 18 maggio 2011

Polpette di borlotti e germogli di senape

Per questo esperimento riuscito devo rendere onore alla mia amica Angela, che mi stimola spesso con resoconti di ricette che non mi sarei mai sognato di provare altrimenti.
Questa sera sono alla ricerca di un modo per sperimentare i germogli di senape, è una prima assoluta! In genere la senape accompagna dei secondi, e proprio ieri Angela mi ha raccontato delle sue polpette ai fagioli: come non provarle!
In effetti la mattina avevo fatto bollire dei borlotti, ammollati la sera precedente, sarà stato un caso...?
 Metto i fagioli nel mixer con una carota, del sedano, mezza cipolla, due cucchiai di farina per addensare, sale e pepe, un bel cucchiaio di germogli di senape; passo il tutto per qualche istante, sapore e consistenza sembrano quelli giusti! Preparo delle polpettine di media dimensione compattando il preparato, le cospargo di pan grattato, eccole pronte a saltare in padella! :-)
Le friggo per pochi minuti con uno spicchio d’aglio, riserbandomi per un’altra volta di cuocerle al forno, sono curioso di testare il risultato: la senape si adatta perfettamente alla ricetta, il gusto é molto delicato. Con un contorno di cicoria all’agro, una sinfonia di sapori in equilibrio, cosa desiderare di più: kanpai!

Spaghetti ajo oio e peperoncino con germogli di alfa-alfa

Gli spaghetti aglio olio e peperoncino son così buoni e semplici... cosa c’è di meglio quando si torna a casa la sera, si ha fame, e non troppa voglia di cucinare? Se poi siamo a Roma, l’atmosfera della capitale conferisce a questo piatto un gusto che non si potrebbe ripetere altrove! Quando abitavo e cucinavo a Bruxelles era un’altra cosa in effetti, sarà stata l’umidità.. :-O)
Tuttavia, questa ricetta mi ha sempre lasciato un pò insoddisfatto per le proprietà nutritive: solo carboidrati, in sostanza. Che dilemma: come fare a creare un piatto più equilibrato senza alterarne la sua natura originaria?
Ancora una volta, i germogli mi son venuti in soccorso: l’alfa-alfa si accompagna magnificamente alla pasta (oltre che alla pizza e ai panini, ma di questo parlerò un altro giorno).
E così, mentre gli spaghetti bollono in pentola, nel pentolino sfrigola l’olio con lo spicchio d’aglio e un pizzico di peperoncino; approfitto di questi otto minuti di cottura per un breve rilassamento di fine giornata, ma già mi viene l’acquolina in bocca: scolato lo spago, lo passo per qualche istante in padella, lo faccio scivolare dolcemente nel piatto.
Tocco finale: ricopro di germogli di alfa-alfa, che spettacolo! Ahimé... la mia macchina fotografica ha dato forfait, questa volta niente foto. Vi lascio immaginare la consistenza degli spaghetti, il profumo dell’aglio, il piccante del peproncino, l’energia dei germogli, l’armonia dell’insieme: kanpai!

Biete con patate, amaranto e germogli di fieno greco

Questa sera vorrei condividere una semplice ricetta e alcuni pensieri; come d’abitudine, ho preparato la cena per me, mentre mio padre cuoceva delle bistecche alla griglia per alcuni ospiti. Mi sono tornati in mente i tempi in cui non potevo fare a meno di certi sapori, come quelli di carne, salumi e formaggi, che per scelta e per intolleranze ho finito per abbandonare quasi del tutto. E mi sono ricordato della mia passata avversione per le verdure, fatta eccezione...  delle patate fritte!
In pochi anni, i miei gusti in cucina hanno subito una vera e propria metamorfosi, non per abbracciare una qualche teoria o “disciplina” alimentare, ma come conseguenza di un processo di consapevolezza e di ascolto di me stesso. Insieme ad un pizzico di creatività!
Da qui é nato il piacere di un’alimentazione molto varia in cereali, legumi, frutta e verdure, semi, oli... e germogli naturalmente! E poi l’idea di trasformare il cibo il meno possibile, secondo i casi e le stagioni: mangiando crudo, facendo germogliare, usando cotture rapide al vapore, evitando spesso anche i soffritti che, trovo, nascondono il sapore naturale delle verdure.
Ma ho già parlato abbastanza, e le esigenze di palinsesto mi impongono di passare al dunque! Ho avuto l’idea di preparare dell’amaranto speziato, per accompagnare le biete e le patate che avevo già fatto cuocere (al vapore, per l’appunto). L’amaranto é un cereale poco noto, originario del Sud America, che si presenta sotto forma di pallini minuscoli; va bollito per pochi minuti, ha un sapore simile alla nocciola, ed é ricchissimo di proteine e di calcio. Mi sono così ritrovato con l’allegra e colorata ciotolona di biete, patate a dadini, e amaranto; nel frattempo, avevo fatto scaldare dell’olio con del cumino e un pò di peperoncino, col quale ho innaffiato il piatto.
Tocco finale, una manciata abbondante di germogli di fieno greco: mischiato, non shakerato... il pasto é pronto! Semplice, saporito, completo, a digestione rapida... cosa desiderare di più?
Kanpai!

Patate fritte... alla cinese, con germogli di cavolo e fieno greco

Avevo l’idea, chissà perché, che i germogli di cavolo e di fieno greco potessero accompagnare egregiamente un contorno di patate: così, per questo pranzo di sabato, un pò svogliato, ho rispolverato una ricetta semplicissima ma gustosa, insegnatami dalla mia amica Huajing di Pechino. Mi sono giusto permesso qualche elaborazione “mediterranea”, nella scelta degli aromi.
Le patate fritte alla cinese... non sono fritte! Non poteva non esserci il trucco. Taglio due patate a dadini e, dopo breve ammollo in acqua per rimuovere l’amido, le faccio cuocere al vapore per dieci minuti. Nel frattempo scaldo in un padellino dell’olio d’oliva, con uno spicchio d’aglio, del peperoncino e qualche foglia di salvia. Disposte le patate nel piatto, le arroso con l’olio che sfrigola per pochi istanti, comunicando così il sapore vivace degli aromi.
Cospargo il tutto col fieno greco e poi col cavolo, sembra una  piramide di germogli, ricca di gusto e vitamine: kanpai!


Riso agli asparagi con germogli di senape

Che belle queste giornate di maggio, il cielo azzurro e i meravigiosi colori del tramonto; sono in cucina e tengo le finestre aperte, le rondini volano basse e il loro stridio mi mette tanta allegria!
Prima di rientrare a casa avevo comprato degli asparagi, con l’intuizione che potesse essere l’ingrediente giusto per quell’idea che mi stuzzicava dalla mattina. Da una breve ricerca su internet, avevo visto che la senape non viene utilizzata coi primi: una vera sfida... ho deciso di cimentarmi! In quattro e quattro otto formalizzo il piano e mi metto ai fornelli per un riso agli asparagi con germogli di senape.
Il riso integrale é già pronto, cotto al mattino mentre preparavo colazione (e poi dicono che noi uomini non siamo multitask...). Pulisco gli asparagi, li taglio a pezzettini e li cuocio al vapore per una decina di minuti, aggiungendo al termine le punte che avevo tenuto da parte. Faccio soffriggere la cipolla, aggiungo il riso e poi una parte degli asparagi, mischiando il tutto a fuoco bassissimo.
E gli altri asparagi? E i germogli? Sarete curiosi...?
Metto nel mixer gli asparagi restanti, una cucchiaiata di germogli di senape, un filo d’olio e limone e preparo una crema: un paio di aggiustamenti per ottenere la giusta miscela... la crema é pronta per raggiungere il riso nella padella.
La cena é pronta, servo nel piatto, che peccato non avere ospiti questa sera: dovrò fare un bis in compagnia un altro giorno!
Kanpai!

Insalata siciliana di arance e germogli di ravanello

Mi domando se i miei amici siciliani acconsentirebbero e definire tale questa insalata. Di certo, per come é nata e per la sua semplicità, mi ricorda la storia che ho sentito dal mio amico Antonio, di Comiso, su certe ricette contadine siciliane: accostamenti ideati dai contadini che partivano per i campi la mattina e, a pranzo, mangiavano ciò che avevano a disposizione nei campi, ad esempio le arance con la cipolla fresca.
Addentrandomi in cucina per un rapido spuntino, mi son trovato davanti proprio una bella arancia, dall’aspetto dolce e succoso, e la vaschetta dei germogli di ravanello, di cui conosco bene il gusto pungente nascosto dietro quell’aria mite...
Ecco che in quattro e quattro otto: l’arancia é sbucciata e tagliata a pezzettoni, aggiungo una manciata abbondante di germogli, un filo d’olio d’oliva saporito, e qualche gheriglio di noce, immaginando (giustamente) che avrebbero reso il sapore più equilibrato.
Giusto il tempo di immortalare il piatto, sono pronto a gustarmi la merenda: kanpai!